America latina: partiti di sinistra e movimenti popolari a confronto

Nella foto, la delegazione del Partito della Sinistra Europea incontra la Presidente Xiomara Castro (al centro), l’ex-Presidente Manuel Zelaya (il primo da destra), ed il Vice-ministro degli Esteri, Gerardo Torres (il primo da sinistra).

di Marco Consolo –  

Dal 27 al 29 giugno 2024 si è svolto in Honduras il 27° incontro del Foro di San Paolo (FSP), il più grande raggruppamento di partiti di sinistra e progressisti dell’America Latina e dei Caraibi.

Contesto locale e anniversario n° 15 del colpo di Stato

Su proposta del partito Libre (Libertà e Rifondazione) dell’Honduras, la data ha coinciso con il 15° anniversario del colpo di Stato (28-6-2009) che aveva rovesciato il governo costituzionale del presidente Manuel Zelaya. Come si ricorderà, quello in Honduras è stato il primo dei “colpi di Stato morbidi” (parlamentari e/o giudiziari) nel continente, seguito da quello in Paraguay contro il presidente Fernando Lugo, in Ecuador contro il Presidente Rafael Correa, in Brasile contro Dilma Roussef e poi Lula, ecc.

Nel caso dell’Honduras, la sanguinosa repressione del golpe e degli anni successivi ha significato l’assassinio di 174 persone, tra cui leader politici e sociali, ambientalisti, femministe, ecc. Quindici anni dopo, non è stata ancora fatta giustizia nei tribunali contro i responsabili civili e militari che sono ancora in libertà.  Il golpe ha aperto le porte a una narco-dittatura con un regime ultra-neoliberista, “alleato” dei narcotrafficanti e della criminalità organizzata, che ha governato il Paese (anche grazie ai brogli elettorali del 2017) fino alla vittoria elettorale nel 2021 dell’attuale presidente Xiomara Castro del partito Libre. Xiomara Castro è la prima Presidente donna del Paese e attualmente è la Presidente pro-tempore della CELAC (Comunità degli Stati latinoamericani e dei Caraibi).

C’è da dire che Juan Orlando Hernández, l’ultimo presidente per due mandati consecutivi (gennaio 2014 – gennaio 2022) prima di Xiomara Castro, è stato appena condannato a 45 anni per narcotraffico negli Stati Uniti.

Il partito Libre rivendica “il socialismo democratico come modello politico, economico e sociale necessario per preservare la specie umana e il pianeta dal processo di distruzione per l’imposizione neoliberale e per i terribili effetti del capitalismo”.

Alcuni elementi della fase politica continentale.

Anche questa fase è caratterizzata da una durissima contesa tra la destra e l’imperialismo da un lato e i governi “progressisti” e di sinistra con i movimenti popolari dall’altro. Come si ricorderà, la destra è al governo in El Salvador, Costa Rica, Panama, Repubblica Dominicana, Argentina, Ecuador, Paraguay, Perù e Uruguay. Viceversa, ci sono governi “progressisti” in Messico, Honduras, Cuba, Brasile, Bolivia, Colombia, Cile e Venezuela.

La pandemia e la crisi economica hanno comportato una crescita dell’inflazione e un impatto sulle economie nazionali e sulle società nel loro complesso.  Allo stesso tempo, la guerra in Ucraina e il genocidio di Israele contro il popolo palestinese continuano ad avere ripercussioni nella regione, anche in termini di geopolitica e posizionamento globale.

A parte Cuba e Venezuela, tutti i governi progressisti  sono governi di coalizione e, soprattutto, non hanno una maggioranza parlamentare propria (meno il Messico con 1 o 2 voti mancanti al Senato per raggiungere i 2/3 e poter cambiare la Costituzione). Questo ha reso molto difficile (e in molti casi impossibile) approvare riforme strutturali come la riforma fiscale, la riforma del sistema pensionistico e la riforma del lavoro. L’unico governo che è riuscito ad approvare (nel giugno 2024) la riforma delle pensioni è quello di Gustavo Petro in Colombia, grazie all’opera della ministra del lavoro, la comunista Gloria Inés Ramirez.

In molti Paesi, di fronte a “governi amici”, i movimenti popolari e il movimento sindacale si sono frammentati e smobilitati, perdendo protagonismo e forza di piazza. Senza la mobilitazione popolare, qualsiasi negoziazione nei parlamenti (quando si è minoranza) è destinata a fallire o ad avere un carattere clientelare.

Viceversa, come nel caso dell’Argentina, in presenza di importanti e crescenti mobilitazioni popolari contro il governo turbo-liberale di Milei, si avverte la mancanza del soggetto politico.

Di fronte alla crescente presenza di Cina e Russia nella regione, la Casabianca e il Comando Sud degli Stati Uniti hanno raddoppiato la pressione politica (che è stata costante) e la disputa per assicurarsi le risorse naturali (petrolio, litio, acqua, ecc.). Le molteplici dichiarazioni della generale Laura Richardson, capo del Comando Sud statunitense, non lasciano dubbi. Al contrario, dimostrano che gli Stati Uniti nel loro “cortile di casa” continuano a seguire la logica imperialista della “Dottrina Monroe” di 200 anni fa.

Nella contesa per il controllo delle risorse naturali, alcuni Paesi dell’UE, finora attori secondari, stanno cercando di conquistare protagonismo. Sulla scia della crisi energetica in Europa e con la “transizione energetica” sullo sfondo, le grandi imprese tedesche, spagnole e italiane (tra le altre) fanno sentire la loro presenza e cercano di concludere contratti in questo e in altri settori. L’attesa firma dell’accordo di libero commercio UE-Mercosur fa parte di questo tentativo di “ricolonizzazione europea”.

Parallelamente, continua la “guerra giuridica” (Lawfare) contro i leader politici e sociali, al fine di non permettere loro di presentarsi alle elezioni o direttamente imprigionarli. Ci sono molti casi, tra cui quelli di Jorge Glas (ex vicepresidente dell’Ecuador), Cristina Fernández (ex presidente dell’Argentina), Pedro Castillo (presidente costituzionale del Perù), Daniel Jadue (sindaco di Recoleta in Cile e dirigente del Partito Comunista).

Il Partito della Sinistra Europea nel FSP

Ancora una volta, il Partito della Sinistra Europea è stato presente come osservatore invitato ai lavori del FSP, organizzazione con la quale esiste un rapporto fraterno, consolidato da molti anni.

In questa occasione, la delegazione della SE era formata da Levica della Slovenia, PCE dello Stato spagnolo, dalla coordinatrice dell’Assemblea Femminista del Forum Europeo, dall’Alleanza Rosso Verde della Danimarca e dal sottoscritto come Coordinatore del Gruppo di Lavoro sull’ America Latina e Caraibi della Sinistra Europea.

La riunione della “CELAC sociale

La principale novità di questa sessione del FSP (n° 27) è stata la presenza e l’organizzazione congiunta del FSP con altre articolazioni internazionali come il “Gruppo di Puebla”, “l’Internazionale Progressista” e, soprattutto, la cosiddetta “CELAC sociale“. Quest’ultimo raggruppamento, relativamente recente, riunisce molti movimenti sociali e popolari dell’America Latina, in modo autonomo rispetto alla CELAC ufficiale, composta dai governi. La CELAC sociale era presente con quasi 400 persone in rappresentanza delle rispettive organizzazioni.

La riunione della CELAC Sociale (e la sua stessa esistenza) ha provocato un attacco da parte dei governi della destra latinoamericana (insieme a Cile e Guatemala) che, lungi dal vedere di buon occhio l’organizzazione dal basso, hanno affermato in una dichiarazione che: “Non esiste all’interno della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) un segmento, un programma o un’iniziativa denominata ‘CELAC Social’, e pertanto nessuna manifestazione diffusa con questo nome rappresenta una comunicazione ufficiale della CELAC”. Lo sfortunato comunicato è firmato da Costa Rica, Panama, Argentina, Cile, Ecuador, Guatemala, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana e Uruguay.

I dibattiti

I dibattiti sono stati interessanti, con punti di vista diversi e arricchenti e un’ampia partecipazione. In particolare, ci sono stati seminari sui giovani, sugli studenti, sul tribunale ICSID (CIADI) della Banca Mondiale, sulla giustizia fiscale, sul Lawfare, sulle migrazioni, sull’ingerenza imperialista nel continente, sull’ascesa dell’estrema destra, sulla comunicazione, sulle donne e sulla resistenza popolare, sui popoli indigeni e afro-discendenti, sulla sovranità alimentare, sul lavoro decente e sull’economia femminista, sull’integrazione regionale, sulle elezioni in Venezuela, sulla libertà di espressione e sulle fake news, sulla giustizia e sull’integrazione ambientale e climatica, sull’autodeterminazione dei popoli.

Come si può vedere, un programma molto ricco e variegato.

Riunioni tenute

La delegazione della Sinistra Europea è stata ricevuta nella Casa Presidenziale dalla Presidente Xiomara Castro, alla quale abbiamo portato i nostri saluti.

Molti gli incontri sostenuti con personalità e partiti, tra i quali la Segretaria del Foro di San Paolo, Morena del Messico, la Ministra del Lavoro della Colombia, il PSUV del Venezuela, il Pc do Brasil, Winaq del Guatemala, Revoluciòn Ciudadana dell’Ecuador, il coordinatore del capitolo argentino della CELAC Sociale e quello honduregno, il Frente Transversal dell’Argentina, oltre alla Presidente e la Vicepresidente della Federación Democrática Internacional de Mujeres (FDIM) della regione America e Caraibi.

Fitti anche gli incontri con gli ospiti del Partito Libre dell’Honduras e del governo honduregno.

Seminario “Visioni condivise”

Allo stesso tempo, abbiamo incontrato la Segretaria del FSP, nonché il “Gruppo di collegamento” tra il FSP e la SE per definire i dettagli del prossimo seminario congiunto SE-FSP, “Visioni condivise”, giunto alla nona edizione. Il prossimo seminario si terrà a Parigi il 22 novembre e, come sempre, sarà dedicato ai temi dell’agenda comune.

Tentativo di colpo di Stato in Bolivia

Nel bel mezzo dei lavori, il 26 giugno abbiamo appreso la notizia del tentativo di golpe nello Stato Plurinazionale della Bolivia. Oltre a intervenire immediatamente sulle “reti sociali” contro il golpismo e a difesa della democrazia, abbiamo espresso a tutti i nostri interlocutori la nostra profonda preoccupazione e la necessità di cercare l’unità tra i due settori del MAS-ISP attualmente divisi.  La divisione (acuita ed esacerbata con l’aiuto dell’ambasciata statunitense) offre su un piatto d’argento alla destra la possibilità di vincere le prossime elezioni e agli Stati Uniti di appropriarsi delle riserve di litio e delle altre risorse naturali che la Bolivia possiede.

Documenti approvati

Infine, ecco i link ai principali documenti approvati.

Dichiarazione finale del 27° incontro del FSP

La dichiarazione aggiorna il punto di vista del Foro sulla situazione attuale e riassume le posizioni su varie questioni.

https://forodesaopaulo.org/declaracion-final-xxvii-encuentro-del-fsp/

Risoluzioni specifiche

Il Foro ha adottato 15 risoluzioni specifiche su: Cuba, El Salvador, Lawfare, Repubblica Saharawi, Palestina, Cina, USA e NATO, Assange e libertà di stampa, elezioni in Venezuela, Bolivia, Colombia, Nicaragua, Porto Rico, libero commercio e povertà e COP-16, con le posizioni del Foro su questi temi.

https://forodesaopaulo.org/resoluciones-especificas-xxvii-encuentro-del-fsp/

CELAC sociale

– Dichiarazione di Tegucigalpa – Benvenuta la CELAC Sociale 2024

– Risposta della CELAC Sociale al Ministero degli Affari Esteri del Costa Rica

– Dichiarazione finale della II CELAC sociale – 29 giugno

https://forodesaopaulo.org/documentos-aprobados-en-la-celac-social-2024/

 

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